Dal planetario di Archimede al meccanismo di Anticitera: Astronomia e tecnologia nell’antica Grecia

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giovedì 27 giugno

con Sperello di Serego Alighieri, INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri, e Giovanni Pastore, ingegnere

Nel 1900 dei pescatori di spugne trovano una nave romana al largo dell’isola di Anticitera a sud del Peloponneso. La nave è affondata nel I secolo A.C. e conteneva, oltre a varie statue, uno stupefacente meccanismo di bronzo con molte ruote dentate. Ci sono voluti più di cento anni per capire a cosa servisse e forse ancora non sappiamo tutto. E’ un orologio astronomico capace di calcolare i movimenti del Sole, della Luna e dei cinque pianeti conosciuti all’epoca e le date delle Olimpiadi. Vi descriveremo questo calcolatore astronomico, collegandolo al ritrovamento a Olbia di un ingranaggio dentato di ottone, che potrebbe essere un pezzo del planetario di Archimede di due secoli prima e di cui scrive Cicerone. Indubbiamente in epoca ellenistica c’erano delle conoscenze astronomiche e tecnologiche che poi si sono perse e che hanno richiesto molti secoli per essere ritrovate.

SPERELLO DI SEREGO ALIGHIERI

E' astrofisico e lavora all’INAF - Osservatorio Astrofisico di Arcetri a Firenze su galassie e cosmologia. Precedentemente ha lavorato per l’Agenzia Spaziale Europea, prima al centro ESTEC a Noordwijk in Olanda, dove ha costruito il prototipo dello strumento che ha garantito la partecipazione europea al Hubble Space Telescope (HST) della NASA, poi a Garching bei Muenchen in Germania per aiutare gli astronomi europei ad usare HST. E’ stato il primo direttore del Telescopio Nazionale Galileo, il più grande telescopio italiano che si trova sull’isola di La Palma alle Canarie. E’ un appassionato viaggiatore e recentemente si è occupato di astronomia nella Divina Commedia di Dante Alighieri.

GIOVANNI PASTORE

Laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, ha svolto attività di progettazione meccanica presso la Fiat Mirafiori di Torino. Successivamente ha esercitato la libera professione di ingegnere e, nel contempo, è stato professore a contratto di costruzioni meccaniche presso le facoltà di ingegneria meccanica di alcune università italiane.