Come si espande l’Universo? Cosa contiene?

attenzione: posti esauriti!

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martedì 17 luglio

con Sperello di Serego Alighieri, INAF Osservatorio Astrofisico di Arcetri, e Piero Rosati, Università di Ferrara

Novanta anni fa l’astronomo americano Edwin Hubble pubblicò la scoperta che l’Universo si espande: le galassie si allontanano una dall’altra con una velocità che è proporzionale alla loro distanza. La costante di proporzionalità H0 si chiama costante di Hubble. Oggi sappiamo che l’espansione è un effetto del Big Bang iniziale, che H0  è tutt’altro che costante nel tempo e che dipende dalla densità di quello che l’Universo contiene. Ovviamente il valore di  H0 e come è cambiato nel tempo sono di fondamentale importanza per comprendere l’evoluzione dell’Universo. Tuttavia il suo valore ha dato luogo a grandi controversie, che durano tuttora, anche se la precisione con cui è nota è molto migliorata, grazie all’impiego di tecniche di misura diverse, che trovano una mirabile interpretazione nell’ambito della teoria della gravità di Einstein.

Sperello di Serego Alighieri

E' astrofisico all’Osservatorio di Arcetri a Firenze, dove si occupa di galassie e cosmologia. Ha lavorato per l’Agenzia Spaziale Europea, costruendo il prototipo dello strumento per il telescopio spaziale Hubble, che ha garantito la partecipazione europea al progetto. È stato il primo direttore del Centro Galileo Galilei per il controllo del Telescopio Nazionale Galileo all’isola di La Palma. È appassionato viaggiatore e si è occupato di Astronomia nella Divina Commedia.

Piero Rosati

E' Professore Ordinario all’Università di Ferrara, dove coordina il gruppo di Astrofisica extra-galattica e delle alte energie. È rientrato in Italia nel 2013, dopo aver svolto gran parte della sua ricerca all’estero. Laureato in Fisica a La Sapienza di Roma, ha trascorso cinque anni alla Johns Hopkins University e Space Telescope Science Institute di Baltimora, ottenendo il Dottorato Astronomia nel 1995 dall’Università di Roma. Dal 1997 al 2013, è stato staff all’ESO (European Southern Observatory, Monaco di Baviera), dove è stato responsabile del collaudo scientifico dei primi strumenti del Very Large Telescope (VLT) operante in Cile. La sua attività di ricerca osservativa, a varie lunghezze d’onda, include la formazione e l’evoluzione di galassie, ammassi di galassie e nuclei galattici attivi nel lontano Universo. Attualmente si occupa dello studio della distribuzione di materia oscura e della ricerca delle galassie più distanti con la tecnica delle lenti gravitazionali.